“C’è qualcosa di irriducibile nelle composizioni pittoriche di Valerlo Bucaletti.
Una irriducibilità antropologica, direi, che testimonia della persistenza – e resistenza – di un mondo che sfugge al tempo evoluzionistico, lineare, della Storia; è il mondo della cultura contadina radicato nel tempo ciclico della natura, nella ripetizione immutabile e circolare delle stagioni…”
FRANCO PIRUCA